Villa Corniole, vigne eroiche

Nel mezzo della Valle di Cembra, in Trentino, una cantina scavata nella roccia, pochi e preziosi ettari di vigne coltivate sui terrazzamenti sostenuti da chilometri di muri a secco in condizioni climatiche estreme e una proposta vitivinicola di rango, costituita da varietà autoctone e internazionali.

Villa Corniole, letteralmente il cuore della famiglia Pellegrini oltre l’ostacolo, è tutto questo, tra inveterate tradizioni locali e tecniche moderne di vitivinicoltura.

Per il nostro approccio, una degustazione spettacolare, capace di rivelare appieno gli elevati standard qualitativi insieme alla magnifica consonanza di ciascuna etichetta nel rispecchiare il terroir di riferimento.

Nel contesto di una collezione ampia e generosa, abbiamo goduto dei vini della linea Pietramontis, formata da un quintetto di bianchi, Pinot Grigio, Pinot Grigio Ramato, Chardonnay, Müller Thurgau e Gewürztraminer, e due rossi, Teroldego e Lagrein, aggiungendovi la coppia di Trento Doc Salisa, Brut e Zero.

Ottimo come aperitivo nonché per accompagnare secondi di carni bianche e pesce, il Pinot Grigio è delicato, secco e morbido al tempo stesso, mentre il cugino Ramato, adatto anche a piatti più strutturati, è pieno e ricco mantenendo un’analoga morbidezza.

Assai versatile, lo Chardonnay è fresco e fruttato, con un palato minerale e persistente; ciò cui il Müller Thurgau aggiunge non solo una piacevole acidità, ma anche finezza e intensità aromatiche, dalle erbe al sambuco, dalla frutta tropicale agli agrumi, eccellendo in abbinata con pesci crudi e d’acqua dolce, salumi e antipasti quali uova e asparagi.

Principe d’eleganza, il Gewürztraminer vanta un bouquet floreale e fruttato di grande complessità e in bocca esprime un mirabile equilibrio di aromi e struttura che lo rende perfetto sposo per crostacei, primi piccanti, patè di fegato e formaggi.

Entrambi di un intenso rosso rubino, Lagrein e Teroldego sono ideali con i tipici piatti trentini ricchi e sapidi, carni alla griglia, arrosti e formaggi stagionati.

L’uno profuma di frutti di bosco, viola e cioccolato fondente, l’altro di lamponi e ribes, mentre all’assaggio il primo è più morbido e vellutato, il secondo più asciutto e deciso.

Dalla spuma abbondante e persistente e dal perlage finissimo, i due Trentodoc, Salisa Brut e Zero, sono figli esemplari di un terroir splendidamente vocato.

Al naso Salisa Brut è fragrante e complesso, con le nuance floreali e di frutta matura tipiche dello Chardonnay, unite a sottili aromi di nocciola e di pane tostato, mentre in bocca è di grande mineralità e freschezza.

Sensazioni olfatto-gustative assai simili valgono per Salisa Zero, ove la sola sensibile differenza sta, appunto, nell’assenza di dosaggio dopo la sboccatura, evitando di accrescerne il tenore zuccherino e risultando così espressione ancor più autentica del territorio.

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